Io e la ceramista Elena Sanjust di Teulada, abbiamo cercato l'alchimia tra la visione concettuale della graphic novel e la potenza ancestrale dell'argilla. Un primo risultato (insieme ad altri bellissimi pannelli di Elena) è visibile in una mostra che si tiene in questi giorni a Milano.
Presso CIRCUITI DINAMICI, in via Giovanola 21/c a Milano, si tiene la mostra "Passaggi e Paesaggi/Mattoni di Vita", inaugurata il 21 novembre, che resterà aperta fino al 7 dicembre, dal martedì al giovedì, dalle 15 alle 17.
La mostra è a cura di Lorenzo Argentino, con testo critico di Vera Maria Carminati, e presentazione di Sonia Patrizia Catena.
"Le ceramiche di Elena Sanjust di Teulada sono percorse da un desiderio: fissare ciò che altrimenti sarebbe effimero e nello stesso tempo schiudere percorsi nuovi, trattenere il sapore di un ricordo e suggerire passi futuri. La tecnica raku sembra particolarmente vicina a questa duplice disposizione perché raccoglie una sapienza antica e mantiene il rapporto con il passato, ma è aperta all’imprevisto dono del fuoco, al miracolo inatteso ed è quindi slancio verso il futuro. Un lavoro paziente che traduce paesaggi d’anima in oggetti misteriosi, intrecci di linee, risonanze dorate, trasparenze azzurre. Il fascino emana dalla superficie che alterna la luce degli smalti a zone opache, che recano tracce misteriose lasciate dall’incontro del fuoco e della terra. L’attrazione è per la materia, il connubio suggestivo di elementi che questi lavori generano scandendo – come note misteriose – i ritmi dello spazio circostante: fuoco e terra, ma anche acqua dai riflessi turchesi e aria che si insinua nei vuoti e accarezza i pieni. Eppure la bellezza è soprattutto nell’aura impalpabile che avvolge le navi, nel silenzio che accompagna il tragitto verso il mare o dilata i colori del tramonto. Il fascino di questi lavori è qui e altrove. In questo senso i paesaggi diventano passaggi, suggeriscono varchi. Come una soglia segna un confine e lo supera, la materia ha limiti – spazio, tempo, forma, colore – ma li supera nella dimensione della memoria o della ricerca, dell’emozione che precede e segue in un gioco di rimandi infinito. L’arte si fa vita e sorpresa. L’allusione alla vita diventa esplicita nei lavori concepiti insieme a Stefano Raffaele: visioni nitide che uniscono l’immediatezza della graphic novel – i suoi accenti decisi, la luce tagliente e priva di sfumature – e l’impasto materico della ceramica – richiamo alla terra, alla concretezza, all’abbraccio inscindibile degli elementi, come sorgente ancestrale e insuperabile di ogni pensiero, di ogni sintesi concettuale, di ogni linguaggio. Così i pannelli, come mattoni, scandiscono momenti – ancora passaggi – dell’esistenza. Catturano istantanee, suggeriscono storie, aggrappando alla terra il fuoco dell’emozione. Amore, paura, sfida precipitano nelle linee decise di un abbraccio, di un movimento e condensano nella forza degli elementi che la tecnica raku fonde. La chiarezza quasi concettuale della graphic novel si sostanzia della potenza ancestrale dell’argilla, carne del mondo e origine materica del cosmo.
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Vera Maria Carminati





